7 domande a... Gianluigi Guida
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1.Partiamo dal grandissimo risultato dell’ultima gara: quanto pesa per te questo podio? È un punto di svolta nella tua stagione?
E' indubbio che sia stata una grand soddisfazione aver raggiunto il primo podio nel campionato italiano ACI GT3. Alcuni episodi mi hanno oggettivamente favorito, ma le gare sono così. Credo di aver avuto una buona costanza, e questo mi ha aiutato nel raggiungere il risultato. Che sia un punto di svolta è un po' presto per dirlo, siamo appena alla seconda gara; di certo motiva a fare sempre meglio. Mi spiace molto per il mio compagno di squadra, Calendini, colpito da un bel po’ di sfortuna, ma sono certo si rifarà presto; è un pilota di grande talento e velocità.
2.Da quanto tempo pratichi il simracing e com’è stato il percorso che ti ha portato fino al primo podio nel Campionato Italiano GT3 Sprint 2026 ACI Esport?
Ho praticato il SimRacing saltuariamente dal 2020 (tralasciando una breve periodo negli anni più addietro), ma solo negli ultimi due anni con una discreta costanza, che è poi fondamentale per ottenere dei risultati soddisfacenti. L'esperienza acquisita in moto in pista probabilmente mi ha aiutato ad avere una curva di apprendimento più rapida nel SimRacing, in quanti i principi basilari sono gli stessi (capire le traiettorie giuste, punti di staccata, comportamento in pista, etc). Per molto tempo ho scelto di correre senza un team, ritenevo che appartenere ad un team mi avrebbe comportato impegni che non ero certo di poter mantenere. Tuttavia, col tempo -e grazie ad EMI (Joe McLaren)- ho capito che essere parte di un team è fondamentale per migliorarsi, soprattutto se, come nel mio caso (sono nel team Tempo da qualche mese), si ha la fortuna di appartenere ad un team fatto di persone gentili, preparate e disponibili -nonché veloci- che condividono informazioni, setup e consigli verso tutti, evitando qualsiasi inutile antagonismo interno. Sono certo che anche altri team abbiano le stesse caratteristiche.
3.Se dovessi analizzarti da pilota, quali pensi siano i tuoi principali punti di forza in pista? E su cosa stai lavorando per migliorare?
Difficile dire i miei punti forza e punti deboli; tuttavia, analizzando le ultime gare e la vittoria nel campionato FMP dell'anno scorso, potrei dire che la costanza in gara sia un mio punto forte, unito ad un giusto bilanciamento tra aggressività nei sorpassi/difese e prudenza nel capire quando non è il caso di affondare il piede. Un punto debole è a volte la prestazione in qualifica: purtroppo non sempre all’altezza dei miei tempi best (al netto di traffico ed altro). Su questo punto, io ed il team stiamo cercando di lavorarci.
4.Quanto ha inciso il lavoro del team in questo risultato? C’è stato un aspetto specifico – setup, preparazione, strategia – che ha fatto la differenza?
Il lavoro del team è sempre importante per raggiungere bei risultati. In questo caso specifico, in particolare con i compagni di squadra Calendini e Martire, ci siamo allenati insieme -macinando diversi giri sia in assetto da qualifica che da gara- ed abbiamo condiviso informazioni/setup. Partendo da un mio setup usato in precedenza e grazie al confronto con gli altri piloti, sono riuscito ad ottimizzare meglio il setup da gara; ciò -a parità di strategia- ha decisamente permesso di avere un passo molto costante a fronte di un consumo gomme relativamente basso, aiutando a mantenere una distanza di sicurezza dai piloti inseguitori. Anche il lavoro dello spotter (Torchio), nel suggerirmi quando spingere e quando no, altre ad aiutarmi nella gestione dell’auto e della strategia, è stato molto importante per il risultato finale.
5.Il livello del campionato è altissimo, soprattutto nelle posizioni di vertice. Dopo questo podio, cambia qualcosa nei tuoi obiettivi per le prossime gare?
Si, il livello è veramente alto. Ci sono piloti di grande talento che fermano il cronometro su tempi a di poco strabilianti. Questi piloti sono uno stimolo per fare sempre meglio. Circa gli obbiettivi dopo il podio, non cambiano di molto. Come detto, un podio dà motivazione, ma ogni gara è a sé stante.
6.La prima gara non è andata come speravi, ma con la possibilità di scarto tutto resta aperto. Che tipo di costanza ti servirà per puntare a una posizione importante nella classifica finale? Ti sei già dato un obiettivo concreto?
Ebbene si, nella prima gara sia io che Calendini abbiamo avuto un bel po’ di sfortuna alla prima curva. Nel mio caso, poi, il danno all’anteriore, unito ad un piccolo errore, mi ha successivamente fatto terminare la gara in anticipo. Peccato perché nei test avevo un buon passo gara. Succede ma, come detto, ogni gara è a sé stante: si resetta e si guarda alla prossima. Circa il campionato, la gara di scarto aiuta ma, per puntare alla top 10, non si potranno compiere altri errori in quanto diversi piloti sono già avanti con il punteggio. Il livello è alto e sono tutti -giustamente- molto agguerriti. La costanza nell’ottenere risultati discreti alla fine premierà. Ovviamente un altro podio aiuterebbe ma sarà molto dura ottenerlo.
7.Il prossimo round ci porta a Watkins Glen International, un circuito tecnico e affascinante. Che sensazioni ti dà questa pista e dove pensi si possa fare la differenza?
Pista tecnica con tratti veloci, misti a curve a media/bassa percorrenza. La presenza dei muretti vicino al tracciato, inoltre, rende il tutto ancora più difficile. La qualifica è importante in quanto, specialmente per le Ferrari, generalmente il Glen offre sporadiche opportunità di sorpassi. In gara, è fondamentale non sbagliare la sequenza di curve “Inner Loop”, dove le Ferrari, che tendenzialmente non digeriscono bene i cordoli sconnessi e alti, possono essere un po’ più a rischio, soprattutto con più litri di benzina. Così come è importante uscire bene da curva 1 per non esporsi all’attacco di auto più veloci nel tratto in salita successivo. In questo tracciato il BOP di +2kg non favorisce la Ferrari ma è comunque molto meno penalizzante di quello di SPA, dove era a +24kg. Tuttavia, resta la differenza di motore di cui alcune auto possono avvantaggiarsi proprio nel Back Straight. La differenza credo la si faccia proprio all’Inner Loop, dove si dovrà ben bilanciare velocità/prudenza nell’arco di tutta la lunga gara. Da non sottovalutare anche i tagli (e quindi i DT), in particolare alla 8 ed alla 10, dove è facile mettere fuori due ruote. In definitiva bisognerà restare molto concentrati per tutta la gara e sfruttare qualsiasi occasione si presenti per i sorpassi.