ACI CIGT3 2026 - 5 Domande a... Edoardo Ruggiero
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Reduce dalla vittoria in classe LMGT3 nel Campionato Italiano HYGT su Le Mans Ultimate, il suo 2026 si è aperto nel segno della continuità anche su Assetto Corsa Competizione. Tra ambizioni tricolori, adattamenti tecnici e maturità competitiva, lo abbiamo incontrato per capire come sta vivendo questo momento della sua carriera.
1. Dopo il titolo italiano LMGT3 su LMU, anche il campionato GT3 su ACC è iniziato nel migliore dei modi. Come stai vivendo questo momento?
Il titolo di Campione Italiano LMU è stato un passo importante. Mi sono sempre posto come obiettivo quello di vincere un campionato ACI e finalmente è arrivato. È iniziato recentemente anche il Campionato Italiano GT3 su ACC e l’intento è quello di replicare la performance. Sono contento che tutto l’allenamento e l’impegno impiegato in questi anni stiano dando i loro frutti.
2. Ti senti il pilota da battere? E chi vedi come principale rivale nella corsa al titolo?
A livello nazionale ritengo di essere uno dei piloti di riferimento, anche se la competizione è sempre molto elevata. Nel campionato attuale mi sento di fare due nomi in particolare: Marco Lomi, costante e attento, ed Emanuele Cardinale, aggressivo e imprevedibile. Sarà una lotta interessante fino alla fine.
3. Passare da simulatori diversi come ACC e LMU richiede adattamento. Quali differenze senti maggiormente e che ruolo ha il team nel tuo percorso?
ACC e LMU sono due software diversi, sia come stile di guida sia come gestione delle strategie. Il passaggio non mi crea particolari difficoltà: mi bastano un paio di sessioni per ritrovare il feeling. La preparazione varia in base alla lunghezza della gara e alle strategie previste, ma l’approccio mentale resta lo stesso. Il team è fondamentale: mi supporta nell’analisi delle performance e nell’interpretazione dei dati, aiutandomi a crescere gara dopo gara.
4. Quanto pesa il lavoro dietro le quinte – analisi dati, setup, strategia – nel trasformare il talento in risultati?
La parte gestionale è decisiva. Il pilota deve sentirsi un tutt’uno con la macchina e avere già chiara in mente la strategia di gara. L’analisi dei dati con il team permette di avere una visione più ampia e di massimizzare il risultato finale. Oggi il dettaglio fa la differenza.
5. Guardando al futuro: resterai nelle GT3 o ti immagini anche in altre categorie?
Non mi sono mai imposto di guidare una sola categoria, anche se le GT3 mi piacciono molto: sono auto performanti e incredibilmente bilanciate. Ho provato anche altre categorie, ottenendo buoni riscontri, quindi non escludo nulla. Mai dire mai.
Negli ultimi mesi è cresciuta anche la consapevolezza: iniziare un campionato con l’obiettivo concreto di vincerlo cambia l’approccio. In passato, nonostante la velocità, qualche errore è costato caro. L’esperienza si costruisce nel tempo, ma oggi si sente pronto per affrontare qualsiasi competizione.